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LA E IL RlLASSAMENTO DINAMICO

NEGLI STATI DI ANSIA DELL’

Prof. Juan Manuel

L’introduzione delle tecniche di in psichiatria infantile è relativamente recente.

Dopo il 1962, Michaux, Lelord e principalmente Wintrebert, adattarono alla Pediatria le classiche tecniche di statico derivante dal

Autogeno di Schultz che da anni si applicava già nell’adulto.

Contemporaneamente De Ajuriaguerra creava la sua originale tecnica di che ancora riscuote largo successo. Tuttavia, uno dei contributi più originali nella ricerca di nuove vie di approccio terapeutico in psichiatria dell’età evolutiva, è stata l’elaborazione fatta da Espinosa della tecnica di Dinamico di Caycedo.

Con il suo contributo, la tecnica «regina» della - appunto il Dinamico di Caycedo - è entrata nell’arsenale terapeutico di tutti i

pediatri.

Essenzialmente, la sua originalità consiste nel richiamare l’esperienza «vissuta» dal soggetto nel proprio corpo, cioè, la presa di coscienza dello corporeo come realtà vissuta, senza che esistano, peraltro, riferimenti verbali ai conflitti o alle problematiche attuali dei soggetti.

I fenomeni positivi che appaiono durante la terapia col Dinamico di Caycedo, sembrano legati a processi di «ricognizione», di scoperta e di «presenza » nel proprio corpo, attraverso l’alternanza della tensione , che sviluppa nel soggetto la capacità di commutazione autogena, per vie diverse a quelle classiche del statico appreso con la tecnica di Schultz.

Il Dinamico associa meccanismi fisiologici e psicologici, la cui codificazione ha dato origine ad un sistema di allenamento del tutto originale,

con il quale il soggetto esercita una azione positiva sulla coscienza.

Ormai, è stato largamente dimostrato che il tono mentale - il tono cioè della coscienza -è in col tono muscolare.

Le tecniche di agiscono quindi, sia sul tono fisico sia sul tono mentale e trovano il loro fondamento nel principio neurofisiologico per il quale ogni attività di integrazione che si esercita sulla coscienza si riflette in seguito in modo su tutti gli elementi psichici.

L’interesse del Dinamico di Caycedo in Pediatria psicosomatica ed in Psichiatria infantile viene dimostrata dalla sua rapida diffusione tra gli

specialisti di tutto il mondo. Tuttavia, uno dei fatti

che più ci hanno colpito è stato il verificare l’efficacia del Dinamico in disturbi che interessano un ampio settore della popolazione .

Infatti, negli ultimi anni, abbiamo notato un progressivo aumento delle segnalazioni riguardanti quadri di ansietà in soggetti adolescenti che non presentano, negli psicodiagnostici, connotati chiaramente patologici nella

della loro personalità.

Si tratta di un’ansietà che possiamo denominare «non patologica»: tuttavia un approccio pedo-psichiatrico che

rientri nei parametri più attuali della medicina preventiva non può trascurarla.

Non accade frequentemente di fermarsi a riflettere sull’ansietà normale che è caratteristica di un periodo di transizione quale l’.

Si tratta, tuttavia, dell’ansietà che in pratica tutte le persone hanno potuto sperimentare qualche volta, in quanto è uno dei problemi più tipici di ogni periodo di transizione psicologica, periodi che si ripetono ogni qualvolta si producono dei cambiamenti significativi nello status bio-sociale dell’individuo.

Ricordiamoci che una delle fondamentali aspirazioni dell’ è quella della partecipazione alla società adulta.

Sappiamo che partecipare ad essa non vuol dire soltanto adottare gli atteggiamenti, i valori oppure i modelli di che essa propone.

L’ deve fare molto di più. Il suo compito consiste soprattutto nell’adattarsi alle nuove circostanze ( corporeo, insoliti “vissuti” del suo

universo interiore, fattori ambientali, ecc.).

Tale processo è già di per se fonte di ansia a causa degli elementi nuovi e sconosciuti che comporta.

Basti pensare che venendo ad essere l’ansietà così strettamente collegata con i fattori dello sviluppo psico-fisico e sociale, va considerata come un ingrediente

necessario di questo periodo evolutivo. Ingrediente necessario si, ma anche transitorio, poiché deve diminuire da sé, seguendo il ritmo normale dello

sviluppo.

Forse uno degli slogan più ripetuti della nostra società è « è conflitto».

Accettiamo in pieno questa espressione, a condizione però di non attribuire al termine conflitto la connotazione di qualcosa di anormale o patologico.

Il conflitto è semplicemente una lotta, ed è proprio dell’essere umano non fuggire ma impegnarsi in essa. Secondo una tale prospettiva è facile comprendere

come l’ansia costituisca il segno più dell’esistenza di una tensione interiore; in altre parole:

l’ansia è per la psichica ciò che il dolore è per il corpo “.

La funzione eminentemente positiva del dolore risulta evidente se lo si considera come segnale, come avviso di qualcosa che non bene,possiamo dire lo stesso dell’ansietà: rappresenta il segno certo

dell’esistenza di una situazione di conflitto che non è stata chiarita. E questa tensione poi deve risolversi in un miglioramento, in uno sviluppo della personalità dell’ che combatte attivamente per conquistare uno stile di adulto.

Ecco perché, volendone dare una formulazione positiva, bisogna considerare l’ansietà come un fattore motivazionale che spinge l’individuo a venirne fuori,

cioè a risolvere la situazione di conflitto che ad essa ha dato origine.

Nell’ in cui lo sviluppo somatico sta per

completarsi, il corpo costituisce lo schermo sul quale si proiettano i conflitti intrapsichici, con più frequenza che in altri periodi dell’arco evolutivo.

Così, l’ansietà è il fenomeno psicologico che più si manifesta somaticamente.

Non vogliamo soffermarci enumerando le manifestazioni

somatiche dell’ansia bensì mettere in rilievo qualcosa che consideriamo della massima importanza in Medicina preventiva.

Se l’,attraverso le manifestazioni somatiche dell’ansia, ne scoprisse l’origine, ammettesse cioè la sua situazione di conflitto, ciò costituirebbe un passo decisivo.

Senonché, spesso l’ non fa altro che razionalizzare i sintomi somatici.

In altre parole li «istituzionalizza » come malattie, e cerca, inconsciamente, di spostarne l’origine verso cause che implichino il meno possibile il «concetto» che egli ha di se stesso.

Da alcuni anni utilizziamo le tecniche di Dinamico di Caycedo in campo strettamente terapeutico in neuropsichiatria infantile. Recentemente,

però, abbiamo introdotto alcune modifiche alla tecnica di base elaborata da Espinosa, per applicarla in soggetti di età compresa tra 13 e 16 anni, affetti da stati di ansietà normale legata alle comuni problematiche che la stragrande maggioranza di adolescenti deve affrontare in maggior o minor misura.

Abbiamo scelto il Dinamico perché armonizzando le diverse istanze somatopsichiche, permette che ogni soggetto risolva le proprie

situazioni di conflitto attraverso le vie idonee. Quantunque diverse caratteristiche conferiscono originalità a questa«psicoterapia di mediazione

corporea», essa ottiene l’eliminazione delle tensioni residuali tanto fisiche quanto mentali; la creazione di un stato mentale di recupero; l’attivazione dei

meccanismi percettivi dello corporeo con lo scopo di rafforzare la sua integrazione e di favorire e potenziare la realizzazione esistenziale della persona.

Tuttavia, il maggior pregio del Dinamico di Caycedo - tanto se impiegato come terapia quanto se utilizzato per aiutare la maturazione globale

della personalità — è costituito dalla rinuncia alla razionalizzazione del negativo, alla razionalizzazione delle forze in conflitto; in cambio, insiste enormemente nell’attivazione progressiva e dinamica delle forze positive intatte, come terapeutica e rinforzo della personalità, tanto nel suo aspetto psicologico quanto in quello organico.

Queste tecniche e procedimenti (che ora sono alla base della Medica) favoriscono l’ esistenziale e costituiscono un vero e proprio allenamento della personalità, non solamente con lo scopo di eliminare una eventuale sintomatologia, ma anche con la finalità di collaborare alla realizzazione del progetto o esistenziale personale: compito molto dell’.

Se diamo per accettato che l’essere umano è pienamente responsabile e lo abbandoniamo semplicemente alla consapevolezza della responsabilità, è logico e possibile che questa consapevolezza sia sperimentata e vissuta in forma angosciosa, specialmente nell’. Se al contrario, noi gli

offriamo dei metodi di allenamento che attivano le sue forze di integrazione tanto fisiche quanto mentali, rafforzeremo allora la sua personalità rendendolo

più resistente allo .

Noi pensiamo che la pratica sistematica del Dinamico di Caycedo sia una esistenziale, che implica un perfezionamento dell’essere nella sua maturità e nella realizzazione della sua storia vitale. Si tratta di un atteggiamento , di una presa di coscienza della attivazione delle forze

positive non compromesse nella malattia, e di per sè, un passo nella strada della maturità dell’Io.

Nell’attivazione dei meccanismi universali nell’essere umano i procedimenti del Dinamico hanno potuto adattarsi alle più varie specialità della medicina.

Per tutti questi motivi abbiamo scelto questa Metodica e sottoposto ad essa 40 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni, affetti da stati di ansia e raggruppati, a seconda dei criteri coinvolti nella dinamica sintomatologica, incinque classi:

I. Non accettazione del nuovo corporeo: 12 casi;

II. Problemi legati allo sviluppo affettivo: 6 casi;

III. Inadattamento : 9 casi;

IV. Difficoltà decisionali; problemi di orientamento professionale: 5 casi;

V. Problemi di accettazione sociale: 8 casi.

I. Non accettazione del nuovo corporeo

Nei 12 casi di questo gruppo, la problematica presentata dipendeva dal fatto che i cambiamenti a cui dà luogo la pubertà sono rapidi e imprevedibili:

difficilmente l’ può indovinare come tutto questo andrà a finire.

Inoltre, la variabilità cronologica con cui avviene lo sviluppo somatico, aumenta l’ansietà poiché la variabilità nella crescita aiuta a ribadire che si è differenti dagli altri, e nell’ - lo sappiamo bene - «essere diversi» è lo stesso che essere fuori della normalità. La portata di questi fatti si può comprendere intutta la sua profondità, se si tiene presente che il corpo e l’apparenza esterna sono elementi ai quali l’ dà molta importanza.

Nei 12 soggetti di questa i tratti, quali la statura, le proporzioni generali, i lineamenti del

viso e l’apparenza esterna, erano cause specifiche di ansietà. I soggetti avevano di un’urgente accettazione del «nuovo» corporeo.

II. Problemi legati allo sviluppo affettivo

Partiamo dal fatto che, in rapporto con lo sviluppo affettivo e sessuale, si presentano nell’ altre e nuove occasioni di conflitto. In questo

periodo evolutivo, le relazioni interpersonali assumono un significato assai più profondo di quelle avute durante l’infanzia. In effetti, in altri periodi dell’arco evolutivo, il soggetto aveva dell’affetto degli altri ed era capace soltanto di riceverlo. Nell’, invece, la persona scopre che può anche dare il suo affetto e che effettivamente ha di darlo.

III. Inadattamento

Alla III appartenevano soggetti inadattati dal punto di vista .

Bisogna ricordare che tra i fattori ansiogeni derivanti dello sviluppo sociale, uno dei problemi che l’ deve affrontare è costituito dal binomio

dipendenza-indipendenza. Nei soggetti di questo gruppo l’ansia era dovuta all’abbandono dello status dipendente per l’acquisizione non del tutto riuscita di

uno status basato sulla propria competenza, cioè lo status indipendente. Altri due soggetti risentivano dell’allontanamento dalla sicurezza che offriva loro la

famiglia; negli altri l’ansia era generata dal dei genitori stessi, che erano iperprotettivi.

IV. Difficoltà decisionali

Sappiamo che il d’indipendenza del giovane viene a concretarsi nella libertà di programmare gli obbiettivi e di prendere, quindi, decisioni. Il processo di scelta riveste nell’ un significato molto profondo in quanto, in effetti, l’ in esso “sceglie se stesso” e prende delle decisioni su ciò che egli è e su ciò che può arrivare ad essere. Nei soggetti di questo gruppo ogni scelta mediamente costituiva un fattore di ansietà per l’insicurezza ed il rischio che in realtà ogni scelta comporta. È da

notare che in tutti, un’area particolarmente sensibile riguardava la decisione sul proprio futuro professionale.

V. Problemi di accettazione sociale

Abbiamo rilevato in questi adolescenti un fattore di ansietà proprio nel conflitto tra gli sforzi competitivi individuali per conseguire stima e prestigio e il

di far parte del gruppo dei coetanei, dal momento che, per ogni essere umano, l’accettazione da parte dei coetanei sviluppa la sicurezza personale.

L’ è consapevole che non verrà accettato socialmente se non raggiunge gli obiettivi che il suo ambiente socio-culturale gli presenta come mete di prestigio. Ciò non è altro che l’ascendente sugli altri, che si ottiene lottando con essi, con la competizione. Senonché di fronte ad una competizione di qualsiasi tipo, il risultato è incerto. Per alcuni adolescenti

questo si profila come una nuova fonte di ansietà. Gli 8 adolescenti di questo gruppo presentavano identica risposta: fuggivano da ogni esperienza competitiva. Non sapevano ancora usare la competizione come mezzo per

conoscersi più realisticamente.

Abbiamo applicato in ogni singolo gruppo il Dinamico di Caycedo seguendo la tecnica proposta alla Sofropediatria da Espinosa, svolgendo i tre

gradi nell’arco di un mese, col ritmo di due sedute settimanali di 50 minuti ciascuna.

L’indice di accettazione di questa terapia può essere validamente misurato con la frequenza alle sedute a seconda del ritmo programmato e la pratica degli

allenamenti quotidiani a casa.

Così abbiamo stabilito che in soggetti affetti da ansia la cooperazione del soggetto è ottima.

Nei 40 adolescenti della nostra serie, il Dinamico è stato :

ottimamente accettato da 31 che hanno realizzato le sedute quotidianamente a casa, 12 dei quali due volte al giorno;

discretamente accettato in 4 soggetti i quali avevano sì la frequenza bisettimanale al Centro per imparare i gradi successivi ma si allenavano a casa con discontinuità;

non accettato, infine, da 5 soggetti che l’abbandonarono tra la prima e la terza seduta.

È interessante notare che ben 34 adolescenti hanno imparato a vivere intensamente la sensazione recuperativa, ognuno in modo peculiare e differente.

Indipendentemente dall’età, la percezione dello corporeo s’imponeva per se stesso alla coscienza, senza che la volontà né disposizione attiva di nessun genere intervenissero. Gli adolescenti sono diventati così spettatori dei propri “vissuti”.

L’ansietà è completamente scomparsa in 31 soggetti, il che corrisponde al 100% di quelli che hanno completato il ciclo terapeutico e si sono allenati

quotidianamente. Ciò mostra che il Dinamico non ha soltanto una azione a livello del sintomo bersaglio ma agisce in profondità.

Noi riteniamo che sono specialmente gli esercizi del secondo grado i maggiori responsabili di una «disattivazione» dei conflitti e dell’armonizzazione globale della personalità.

Bisogna segnalare che nei controlli effettuati mensilmente, si è rilevato che tuttora 25 soggetti seguono il proprio Integrale, cioè una sintesi degli esercizi nei tre gradi della terapia, dedicando in media 15-20 minuti ogni giorno a continuare il proprio Dinamico, entrato

gradatamente a formar parte del patrimonio personale di difesa anti-.

Attraverso dei soggetti stessi, degli insegnanti e di alcuni genitori, abbiamo constatato in 27 adolescenti di questa serie un netto miglioramento

dell’apprendimento.

In base a questi risultati che confermavano in pieno una nostra ipotesi di lavoro abbiamo sviluppato una tecnica personale nell’ambito della Sofropediatria che attivi specificamente la efficienza nello : la

Sofropedagogia dello .

Il bilancio clinico della nostra esperienza con il Dinamico di Caycedo è estremamente .

Di fronte ad un problema così diffuso quale l’ansia normale dell’, senza far ricorso a psicofarmaci ansiolitici né a psicoterapie sproporzionate

per durata e costi — all’entità clinica cui ci riferiamo, la offre una soluzione concreta.

Il dato più evidente, però, è che un ansioso non può essere lasciato a se stesso: egli

senz’altro troverà dei modi per reagire all’ansietà, ma saranno sicuramente modi inautentici, pseudosoluzioni.

È questo un problema estremamente attuale i cui riflessi vediamo nelle nuove

generazioni. I comportamenti disturbati di molti adolescenti non esprimono altro che le strategie impiegate da loro per risolvere l’ansia: «andare con gli

altri», cioè il conformismo.

Per evitare l’ansia di fronte alla libertà, alle scelte e agli impegni personali, si cerca il comodo rifugio dell’anonimato; oppure «appartarsi dagli altri», cioè

distaccarsi emotivamente dagli altri, che si esprime chiaramente nell’atteggiamento ipercritico di alcuni adolescenti; infine «andare contro gli

altri», l’aggressività di fronte a cose futili, il desiderio smisurato di distruggere… sono altrettante difese per risolvere la propria situazione conflittuale, che possono sì diminuire lo stato di ansia, ma solo provvisoriamente ed in modo del tutto falso. Non possiamo dimenticare che gli elementi della soluzione autentica dell’ansia, passano attraverso la visione realistica di se stessi, l’accettazione di sé e di una filosofia unificatrice della

, come impegno personale per rendere operativi ideali che diano significato ed unità all’esistenza.

Tutte le «strategie» che ogni essere umano può inventare, che non tengano conto di questi elementi, sono formule inautentiche per affrontare il problema

dell’ansia. E sappiamo bene che tutto ciò che è fittizio, non autentico, prima o poi è destinato a fallire.

Prof. Juan Manuel

Specialista in Neuro-psichiatria Infantile

Docente nella Internazionale

di Medica

* Pubblicato in: Associazione Nazionale Attività per la Gioventù (a cura di), II

Simposio Internazionale di Adolescentologia, Campidoglio – Sala della

Protomoteca, 26 novembre 1977, Roma, Tipolitografia G.Andreocci, s.i.d.,

pp.31-37.

BIBLIOGRAFIA :

Abrezol, R.: Sophrologie dans notre Civilisation, Neuchatel, Inter-Marketing

Group, 1973.

Boon, H. – Davrou, Y. – Maquet, J.: La Sophrologie, Paris, Retz, 1977.

Caycedo, A. : Dictionnaire Abregé de Sophrologie et Relaxion Dynamique,

Barcelona,

Emegé, 1972 .

Caycedo, A. : Letter’s of Silence, New Delhi, Bhavani & Sons, 1966.

Caycedo, A. : Progresos en , Barcelona, Scientia, 1969.

11

Courchet, J. : La Respiration Dynamique Relaxante, Paris, Maloine, 1976.

Espinosa, M. : Pediatría Sofrológica, Madrid, Egraf, 1977.

Guirao, M.: Anatomía de la Consciencia. Anatomía Sofrólogica, Barcelona,

Andes

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Palacios, M.: Sofrología Médica y Deporte, Gijon, La Industria, 1977.

Rager, G.T.: Hypnose, Sophrologie et Médicine, Paris, Fayard, 1973.

Schultz, J.H. : Il Autogeno, Milano, Feltrinelli, 1977.

, J.M.: Terapéutica Integral psiquiátrica de los Trastornos del

comportamiento

infantil, Orbe Pediatrico, IX-72, p. 25-42, in «Pediatrìa Sofrologica». Madrid,

Egraf, 1977.

100

 

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mar 31
AREA CORSI
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 03 31st, 2009| icon3No Comments »
/AREA Marzo 2010

Passa alla Leadership e Potenzia il Talento
Gestione della Rabbia
Gestione dello Stress
Alimentazione Salutare e Benessere Psicofisico
Metodo VES

Sessioni Individuali per problematiche legate allo stress (disturbi psicosomatici, bassa autostima, mancanza di motivazione etc.)

NUOVO! Passa alla LEADERSHIP e Potenzia il TALENTO

 

 

 

Leadership e Talento Personale

Date e costi: Giovedì 4 marzo h 18-20 (primo corso) Venerdì 5 marzo h 16-18 (secondo corso) Sabato 27 marzo h 17-20 (max 15 posti)

 8 sessioni di 2 ore una volta la settimana

Costo: € 365 dilazionabili in tre volte (compresa iscrizione e tessera)

Offerta primavera: Sconto 20% per iscrizioni entro il 1 marzo

Materiale e cd a cura del Centro

 

Il corso “Passa alla Leadership e potenzia il talento” si articola in 8 Moduli, 8 sessioni di 2 ore circa (una volta la settimana) e si svolge sia con una parte teorica nella quale si lavora dal punto di vista teorica e con una ricca parte pratica, utilizzando il training sofrologico caycediano con tecniche  mirate.

La sofrologia caycediana porta la persona a scoprirsi, a vivere su sè stessa le proprie capacità ed il proprio talento ed a utilizzarlo nella pratica, con entusiasmo, ottimismo e positività. Il lavoro si incentra sulla conoscenza di sè stessi in modo da sviluppare sicurezza in sé stessi ed autostima, ad acquisire un’attitudine verso la serena e positiva, consapevole ed equilibrata. Si lavora poi sulla scoperta delle proprie capacità (praticando al contempo le tecniche sofrologiche che producono un CAMBIAMENTO REALE e permettono a ciascuno di sfruttarle nella quotidianità) e sulle qualità del leader, qualità che ciascuno possiede e può sviluppare appieno per essere leader della propria , acquistando benessere psicofisico e sentendosi in

 Il training conduce ad una disposizione mentale che fa sì che ciascuno, attraverso la pratica della sofrologia caycediana e delle tecniche non sia più recettivo allo stress, alle paure, alle emozioni negative, e sviluppi invece attitudini e capacità positive. Attraverso il si conoscono e si sviluppano : l’amore per il proprio corpo (corpo nel quale è impressa la nostra storia)

la capacità di introspezione

l’amore per sè stessi

l’empatia l’attitudine positiva davanti alla

le capacità fisiche, intellettuali, emozionali e le abilità sociali

l’autostima e la sicurezza in sé stessi

la creatività

l’intuizione

il talento personale

l’ottimismo

la serenità

Il training è strutturato con metodologie e tecniche sofrologiche il cui obiettivo è che la persona si conosca e si conquisti in forma progressiva. In ogni sessione, previo Sofrotest di Valutazione Iniziale (da ripetere a fine corso per fare autoesperienza dei propri cambiamenti), si lavora sul piano teorico e sul piano pratico.

Il sofrologo dirige la tecnica e consegna un cd che la persona utilizzerà per praticare la stessa tecnica a casa ogni giorno. Tecnica che verrà cambiata la settimana seguente in forma progressiva. Le tecniche rimangono patrimonio di ciascuno che potrà continuare l’allenamento a casa una volta terminato il corso.

Normalmente chi partecipa ai corsi sperimenta il cambiamento già alla fine della terza settimana e continua ad utilizzare la sofrologia come arte di vivere personale e come training positivo.

Durante il corso ciascuno apprende a conoscersi meglio, a confidare in sé stesso e nelle proprie possibilità, a sviluppare capacità, talenti e creatività, a volersi bene ed a vivere in modo ed equilibrato con giovamento e miglior resa in ogni ambito della . Migliora la sfera affettiva, la determinazione verso gli obiettivi, la sfera relazionale e lavorativa.

 

 

 Gestione della Rabbia

 

Mercoledì 10 marzo h 18-20 (primo corso) Sabato 13 marzo h 9,30-11,30 (secondo corso)  (max 15 posti)

8 sessioni di 2 ore una volta la settimana

Costo: € 365 dilazionabili in tre soluzioni (compresa iscrizione e tessera)

Offerta primavera: Sconto 20% per iscrizioni entro il 1 marzo

Materiale e cd a cura del Centro

Contenuti: Obiettivo del corso è prendere coscienza della rabbia accumulata e delle forme in cui si esprime, che siano emotive o a livello di schema corporale, con disturbi di varia natura, alterando il comportamento dell’individuo sotto diversi aspetti. Il lavoro si incentra così sull’analisi delle emozioni scatenanti e sulla trasformazione della rabbia negativa in energia positiva ed entusiasmo attraverso le tecniche sofrologiche.

Riconoscere la rabbia interiore. I travestimenti della rabbia (ansia, vergogna, aggressività, chiusura) e analisi delle dinamiche comportamentali. Presa di coscienza corporea della rabbia e tecniche sofrologiche specifiche. La condivisione emotiva.

Ricostruzione dell’autostima. Tecniche.

Trasformazione della rabbia in energia positiva. Effetti sullo schema corporale.

Condivisione di gruppo.

Tecniche di eliminazione della rabbia dallo schema corporale.Recupero dell’equilibrio: tecniche. Lavoro di gruppo finale.

 

Gestione dello Stress

 

Martedì 9 marzo h 18-20 (primo corso) Sabato 13 marzo h 9,30-11,30 (secondo corso)  (max 15 posti)8 sessioni di 2 ore una volta la settimana  Costo: € 365 dilazionabili in tre soluzioni (compresa iscrizione e tessera) Offerta primavera: Sconto 20% per iscrizioni entro il 1 marzo. Materiale e cd a cura del Centro

Contenuti: il corso è diretto a tutti coloro che sentono l’esigenza di scaricare lo stress e di migliorare la qualità della propria in ogni ambito, liberandosi dalle patologie ad esso legate come malattie psicosomatiche (cefalee, gastriti, coliti, dolori ad eziologia sconosciuta, insonnia, ansia etc.) e cattiva gestione della propria a causa dello stress esterno.Superata la capacità di resistenza dell’organismo, lo stress diventa cronico, portando problemi psicosomatici (insonnia, cefalee, dolori muscolari, problematiche cardiorespiratorie, digestive) e della sfera psicologica (nervosismo, ansietà etc.)Durante il corso si analizzano in forma pratica ed individuale le ripercussioni che lo stress ha nella quotidiana e si insegnano le metodiche per abbassarne i livelli.Attraverso un metodo individuale ogni partecipante impara a riconoscere e trattare gli aspetti seguenti:

-stressors maggiori e influenza sulla nostra , con particolare attenzione all’ambito lavorativo, relazionale e ; reazioni del proprio corpo allo stress, quali sono le parti del corpo più vulnerabili e come si può evitare la somatizzazione con tecniche sofrologiche mirate;

-le emozioni di ciascuno davanti allo stress: pensieri ricorrenti nei momenti di tensione e influenza sul rendimento intellettuale nella pratica; cambiamenti di umore, irritabilità, nervosismo, apatia, tristezza, ansia. Strategie sofrologiche per cambiare le emozioni negative ed avere uno stato d’animo sempre più tranquillo ed ottimista

-tecniche per il controllo dei pensieri negativi e per sviluppare un’attitudine positiva;

-comportamento individuale in condizioni di stress: condotta o abitudini negative sviluppatesi in risposta a situazioni difficili (insonnia, consumo di tranquillanti etc.) Si impara a riconoscere le risposte comportamentali negative, a focalizzarle e a controllarle;

-strategie sofrologiche per prevenire l’azione dello stress negativo e sviluppare abitudini sane e serena.

 

Alimentazione Salutare e Benessere Psicofisico

 

Lunedì 1 marzo h 18-20 (primo corso) Lunedì 15 marzo h 16-18(secondo corso) (max 15 posti)

7 sessioni di 2 ore una volta la settimana

Costo: € 340 dilazionabili in tre soluzioni (compresa iscrizione)

Materiale e cd a cura del Centro

Offerta primavera: Sconto 20% per iscrizioni entro il 1 marzo

Obiettivo del corso è acquisire le abitudini alimentari corrette e mantenerle, senza permettere alle emozioni stressanti di influenzare negativamente tali abitudini. Il corso fornisce un valido approccio sia  per chi ha la necessità di condurre una alimentazione equilibrata sia per chi ha necessità di una riduzione del peso corporeo.

Temi trattati:

Schema corporale, peso e massa corporea.

Gli alimenti ed i nutrimenti essenziali: influenza sullo schema corporale e sulla .

La piramide alimentare  mediterranea ed asiatica: limiti.

La matrice bidimensionale degli alimenti: perdita di peso ed equilibrio psicofisico. Tecniche froniche specifiche.

Il disturbo della condotta alimentare come malattia sociale: cenni.

La fame emotiva: controllarla. Tecniche sofrologiche.

Lavoro di gruppo.

Principi di cucina equilibrata.

Tecniche sofrologiche specifiche. Sofroprogrammazione al giorno seguente.

Lavoro di gruppo.

Serata conviviale.

 

 

METODO VES

studenti delle scuole secondarie ed universitari 

 

…passa alla LEADERSHIP…a scuola e nella !

Sviluppo delle capacità e del talento- mnemotecniche - controllare l’ansia anticipatoria

Mercoledì 3 marzo h 18-20 (primo corso) Sabato 27 marzo h 17-19 (secondo corso)

8 sessioni di 2 ore una volta la settimana

Costo: € 430 dilazionabili (compresa iscrizione e tessera)

Offerta primavera: Sconto 20% per iscrizioni entro il 1 marzo

Vai alla Home e clicca su METODO VES !

 

Per iscrizioni effettuare bonifico a favore di

Centro di Sofrologia e Training (via Conca del Naviglio 18 Milano 20123)

Unicredit Banca Agenzia Milano Casoretto

IBAN IT 13 S 02008 01669 000100644620

 

Telefonare o inviare e-mail coi propri dati.

02. 89455815 - 3383031557

Sofrologiaonlinemail.com

I posto sono limitati a 15 per corso

Per le sessioni individuali contattare il Centro.

www.eboogle.it

Regala un corso a qualcuno che ami: saremo noi a chiamarlo e portargli gli auguri a tuo nome.

Regala il Metodo VES!   E’  uno strumento per il futuro, per il lavoro e per la !

 

 

 

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feb 15
CAMBIARE
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 02 15th, 2009| icon3Comments Off

IL CAMBIAMENTO…ARTE DI VIVERE 

delfino

I. Dovere

 

Il grande equivoco: “devi volerti bene”.

Impossibile: sono sbagliate le premesse .

Volersi bene è un apprendistato, un cammino, con cadute e riprese, si impara.

Così come un artista del legno perfeziona la sua arte nel corso degli anni, allo stesso modo si apprende e si impara l’arte di bene a sé stessi giorno dopo giorno.

Si può certo, ed allora la cambia completamente.

Volersi bene è bene al nostro corpo prima di tutto.

Un corpo che crediamo sia il nostro burattino, del quale non rispettiamo le esigenze e che maltrattiamo in tutti i modi: stressante, mancanza di sonno, alimentazione scorretta, abitudini sbagliate, e pensieri negativi.

ll corpo si ribella, parla con l’unico linguaggio che conosce, una lingua antica e saggia: dice no grazie, e si ammala finanche al punto da piantarci in asso.

In quel momento chi ci sta piantando in asso, insieme al corpo, è il nostro cervello, ci che ne ha abbastanza di pensieri distorti, che ha provato tante volte a parlarci restando inascoltato e ora manda segnali d’allarme anche attraverso il corpo.

Siamo un’unità di corpo e mente creata in perfetto equilibrio e sta a noi conservarlo.

“Devi volerti bene”.

La parola dovere riferita al volersi bene è il suicidio del bene a sé stessi, è il miglior modo per non amarsi mai.

Quel “devi” è la premessa al fallimento.

Non che il fallimento sia un male in sé, ma una volta sperimentato che il devi non , occorre far del fallimento, considerarlo un punto di partenza per una nuova svolta, un’occasione preziosa., fare del fallimento un’esperienza positiva ed uno stimolo per cambiare su premesse diverse.

Del concetto di fallimento, della nostra rappresentazione mentale del fallimento e delle conseguenze che può portare nella nostra parleremo più oltre.

Il dovere va cancellato se si vuole iniziare l’ apprendistato verso l’amore per sé stessi.

Tutti possono intraprendere questa avventura affascinante, amarsi è un vivere la in pienezza affrontando i problemi con serenità, senza fughe e senza impazzire.

Ricominciamo dunque: “Voglio volermi bene”.

delfino2

Base ideale di partenza  è l’essere stanchi di sé stessi, e se possibile l’essere stanchi di sé stessi così stanchi.

 

II. Impopolarità

 

Nessuno desidera essere impopolare, le persone preferiscono essere infelici piuttosto che impopolari.

La felicità non è popolare, ed oggi forse non è “politicamente corretto” essere felici.

Come possiamo essere felici con le borse che crollano, i mutui che aumentano, gli stipendi che diminuiscono, le guerre, l’aids, la fame nel mondo, il cancro, gli incidenti stradali, le catastrofi naturali, l’inquinamento, l’effetto serra etc.?

Essere felici in queste condizioni significherebbe essere irresponsabili!

Per essere responsabili dobbiamo (riecco il dovere) preoccuparci, avere l’ansia, possibilmente l’, attacchi di panico, la depressione, correre da un all’altro, far uso di psicofarmaci, lavorare fino a farci scoppiare il cuore ed addebitare tutto alla mala sorte, al caso ed ai tempi che viviamo ma…così sì siamo responsabili e facciamo il nostro dovere!

E’ il messaggio che riceviamo ogni giorno, ventiquattro ore su ventiquattro, bombardati dal negativo senza di metter piede fuori di casa. Basta accendere la televisione, la radio, leggere un giornale.

Ed il messaggio che sta dietro è: “guai ad essere felici, è da irresponsabili, è mancare al proprio dovere”.

Questo triste quanto falso messaggio, fa leva sui nostri bisogni vitali: di essere amati e di sentire che apparteniamo ad un gruppo, di sentirci accettati e sui nostri sensi di colpa.

E dall’altro lato fa leva sulla nostra del cambiamento.

E’ un messaggio paralizzante che , che ottiene l’effetto voluto: paralizzarci, massificarci, pensiamo tutti le stesse cose e facciamo le stesse cose, e siamo prevedibili e controllabili.

Cambiare significa molte cose, in primo luogo correre il rischio di abbandonare per un po’ le “sicurezze”, e tra queste la falsa sicurezza del “se sono infelice sono responsabile e dunque socialmente ben accetto”.

Cambiare significa correre il rischio di abbandonare per un po’ tutte le nostre false sicurezze interiori.

Chiaramente false: una sicurezza che sia tale rende sereni.

Se sono davvero sicuro di me, se ho fiducia nelle mie risorse e capacità non sarò preda dell’ansia e dello , qualunque cosa succeda fuori.

E significa anche abbandonare il (altrettanto falso) di essere compatiti e di sentirci amati falsamente per le nostre “sfortune”.

Se qualcuno ci ama e ci compatisce perché siamo molto sfortunati, perché le nostre relazioni vanno a pezzi e ci deprimiamo, perché il lavoro non , perché soffriamo di ansia e ci sentiamo paralizzati, che razza di amore è?

Non siamo forse degni di essere amati senza alcun perché? Semplicemente in quanto persone uniche e speciali?

E che razza di amore è un amore che ci paralizza, che ci immobilizza, che non ci fa avanzare di un passo verso una libera, ricca e piena?

Nella logica della società in cui viviamo, per essere accettati ed amati occorre essere responsabili, ma essere responsabili e fare il proprio dovere significa essere infelici e stare male.

E più stiamo male più gli altri ci ameranno. E se non ci ameranno abbiamo il diritto di pensare che esseri insensibili a cattivi abbiamo intorno, gente insensibile e che abbandona chi soffre. Insomma, acquistiamo il diritto di lamentarci e di sentirci ancora peggio, soli ed abbandonati, acquistiamo la legittimazione a pensare: “le cose sono come sono e nulla cambierà mai”.

Paradossalmente è comodo, evitiamo il cambiamento di cui abbiamo timore, il fluire verso il cambiamento, e possiamo a nostra volta crogiolarci nel malessere, che sia l’ansia o il mal di testa ricorrente o la gastrite, e pensare quanto stiamo bravi a prepararci ad un infarto da , anche se non lo vorremo no, ma le circostanze sono tali che mica è colpa nostra…ma morire di infarto da è da eroi e dopo chissà, verremo ricordati come dei martiri della causa, delle vittime.

Peccato che alla fine nessuno si ricorderà più di noi e tra cento anni saremo solo un numero nelle statistiche dei decessi per cardiopatie da .

Una volta compreso il messaggio: “per essere responsabili è necessario essere infelici, così gli altri ci ameranno e si impietosiranno”, ciò che ci si spalanca è un baratro di infelicità e di insicurezza. L’altro messaggio che la società ci trasmette, la carota dopo il bastone è il seguente: esistono cose per stare meglio, cose materiali e poco importa se si tratta di un’illusione, anzi, così deve essere perché in realtà non vogliamo cambiare, usciremo dal gruppo, saremo degli eretici, dei rei ad oltranza e senza possibilità di appello, oltre la fatto che dovremo darci una mossa.

Anche qui si tratta di un messaggio chiaro: vivi nello , hai l’ansia, la depressione, il mal di testa, l’, la gastrite cronica, insicurezza, bassa ?

Il nuovo modello di cellulare ti salverà, una nuova automobile o un videogioco  risolveranno i tuoi problemi, e se userai ogni giorno la crema anti-età da cento euro al grammo tutta la tua sarà diversa….e via di questo passo.

E’ l’atro paradosso.

Perché devo annullare l’età, la bellezza del tempo che passa, l’esperienza acquisita? Perché vogliono obbligarmi a pensare che giovane è ok ed il passare del tempo è un evento tremendo da vivere il peggio possibile? Perché vogliono obbligarmi a circondarmi di oggetti, di cose che non mi servono con l’illusione di sentirmi forte e sicuro?

Perché io consumi, perché compri, e se compro valgo, se ho valgo.

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feb 7
SOFROSPORT
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 02 7th, 2009| icon3No Comments »

Preparazione degli atleti alle competizioni ed agli allenamenti psicofisici attraverso la .

L’efficacia della nello è dimostrata dal suo utilizzo da parte di atleti del calibro di Ballesteros, Antonio Rebollo, dalle squadre olimpiche svizzere, dall’esempio della tennista Bustine Henin (Roland Garros 2003, US Open 2003, Autralian Open 2004, Medaglia d’Oro 2004) che utilizzano la come metodica di allenamento psicofisico.

Temi trattati e tecniche sofrologiche:

e : allenamento e gara.

Dinamica psicofisica: integrazione corpo e mente.

Saper sfruttare l’allenamento

Saper riposare e dormire bene

Tecniche froniche: respirazione pausata, distensione dello ( sofronizzazione di base), introspezione.

L’allenamento/l’allenatore: , utilizzare le potenzialità.

Il corpo e le sue somatizzazione.

Tecniche sofrologiche: in postura attiva, canalizzare le tensioni acute, sofrouscita delle tensioni.

Mente analitica e contemplativa: la voce interiore.

Dal negativo al .

Approfittare dell’allenamento.

Tecniche sofrologiche pratiche: oggetto , e contemplazione, RDC 1° e ( Dinamico).

La competizione (prima, durante e dopo)

Come prepararsi ai momenti di tensione psicofisica.

Controllo emozionale

Como mantenere la mente lucida in piena tensione

Una seconda opportunità: che fare?

e : i ricordi positivi.

Pratica sofrologica: e , superare una situazione futura difficile: sofroprogrammazione futura.

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