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LA E IL RlLASSAMENTO DINAMICO

NEGLI STATI DI ANSIA DELL’

Prof. Juan Manuel

L’introduzione delle tecniche di in psichiatria infantile è relativamente recente.

Dopo il 1962, Michaux, Lelord e principalmente Wintrebert, adattarono alla Pediatria le classiche tecniche di statico derivante dal

Autogeno di Schultz che da anni si applicava già nell’adulto.

Contemporaneamente De Ajuriaguerra creava la sua originale tecnica di che ancora riscuote largo successo. Tuttavia, uno dei contributi più originali nella ricerca di nuove vie di approccio terapeutico in psichiatria dell’età evolutiva, è stata l’elaborazione fatta da Espinosa della tecnica di Dinamico di Caycedo.

Con il suo contributo, la tecnica «regina» della - appunto il Dinamico di Caycedo - è entrata nell’arsenale terapeutico di tutti i

pediatri.

Essenzialmente, la sua originalità consiste nel richiamare l’esperienza «vissuta» dal soggetto nel proprio corpo, cioè, la presa di coscienza dello corporeo come realtà vissuta, senza che esistano, peraltro, riferimenti verbali ai conflitti o alle problematiche attuali dei soggetti.

I fenomeni positivi che appaiono durante la terapia col Dinamico di Caycedo, sembrano legati a processi di «ricognizione», di scoperta e di «presenza » nel proprio corpo, attraverso l’alternanza della tensione , che sviluppa nel soggetto la capacità di commutazione autogena, per vie diverse a quelle classiche del statico appreso con la tecnica di Schultz.

Il Dinamico associa meccanismi fisiologici e psicologici, la cui codificazione ha dato origine ad un sistema di allenamento del tutto originale,

con il quale il soggetto esercita una azione positiva sulla coscienza.

Ormai, è stato largamente dimostrato che il tono mentale - il tono cioè della coscienza -è in col tono muscolare.

Le tecniche di agiscono quindi, sia sul tono fisico sia sul tono mentale e trovano il loro fondamento nel principio neurofisiologico per il quale ogni attività di integrazione che si esercita sulla coscienza si riflette in seguito in modo su tutti gli elementi psichici.

L’interesse del Dinamico di Caycedo in Pediatria psicosomatica ed in Psichiatria infantile viene dimostrata dalla sua rapida diffusione tra gli

specialisti di tutto il mondo. Tuttavia, uno dei fatti

che più ci hanno colpito è stato il verificare l’efficacia del Dinamico in disturbi che interessano un ampio settore della popolazione .

Infatti, negli ultimi anni, abbiamo notato un progressivo aumento delle segnalazioni riguardanti quadri di ansietà in soggetti adolescenti che non presentano, negli psicodiagnostici, connotati chiaramente patologici nella

della loro personalità.

Si tratta di un’ansietà che possiamo denominare «non patologica»: tuttavia un approccio pedo-psichiatrico che

rientri nei parametri più attuali della medicina preventiva non può trascurarla.

Non accade frequentemente di fermarsi a riflettere sull’ansietà normale che è caratteristica di un periodo di transizione quale l’.

Si tratta, tuttavia, dell’ansietà che in pratica tutte le hanno potuto sperimentare qualche volta, in quanto è uno dei problemi più tipici di ogni periodo di transizione psicologica, periodi che si ripetono ogni qualvolta si producono dei cambiamenti significativi nello status bio-sociale dell’individuo.

Ricordiamoci che una delle fondamentali aspirazioni dell’ è quella della partecipazione alla società adulta.

Sappiamo che partecipare ad essa non vuol dire soltanto adottare gli atteggiamenti, i valori oppure i modelli di che essa propone.

L’ deve fare molto di più. Il suo compito consiste soprattutto nell’adattarsi alle nuove circostanze ( corporeo, insoliti “vissuti” del suo

universo interiore, fattori ambientali, ecc.).

Tale processo è già di per se fonte di ansia a causa degli elementi nuovi e sconosciuti che comporta.

Basti pensare che venendo ad essere l’ansietà così strettamente collegata con i fattori dello sviluppo psico-fisico e sociale, va considerata come un ingrediente

necessario di questo periodo evolutivo. Ingrediente necessario si, ma anche transitorio, poiché deve diminuire da sé, seguendo il ritmo normale dello

sviluppo.

Forse uno degli slogan più ripetuti della nostra società è « è conflitto».

Accettiamo in pieno questa espressione, a condizione però di non attribuire al termine conflitto la connotazione di qualcosa di anormale o patologico.

Il conflitto è semplicemente una lotta, ed è proprio dell’essere umano non fuggire ma impegnarsi in essa. Secondo una tale prospettiva è facile comprendere

come l’ansia costituisca il segno più dell’esistenza di una tensione interiore; in altre parole:

l’ansia è per la psichica ciò che il dolore è per il corpo “.

La funzione eminentemente positiva del dolore risulta evidente se lo si considera come segnale, come avviso di qualcosa che non funziona bene,possiamo dire lo stesso dell’ansietà: rappresenta il segno certo

dell’esistenza di una situazione di conflitto che non è stata chiarita. E questa tensione poi deve risolversi in un miglioramento, in uno sviluppo della personalità dell’ che combatte attivamente per conquistare uno stile di adulto.

Ecco perché, volendone dare una formulazione positiva, bisogna considerare l’ansietà come un fattore motivazionale che spinge l’individuo a venirne fuori,

cioè a risolvere la situazione di conflitto che ad essa ha dato origine.

Nell’ in cui lo sviluppo somatico sta per

completarsi, il corpo costituisce lo schermo sul quale si proiettano i conflitti intrapsichici, con più frequenza che in altri periodi dell’arco evolutivo.

Così, l’ansietà è il fenomeno psicologico che più si manifesta somaticamente.

Non vogliamo soffermarci enumerando le manifestazioni

somatiche dell’ansia bensì mettere in rilievo qualcosa che consideriamo della massima importanza in Medicina preventiva.

Se l’,attraverso le manifestazioni somatiche dell’ansia, ne scoprisse l’origine, ammettesse cioè la sua situazione di conflitto, ciò costituirebbe un passo decisivo.

Senonché, spesso l’ non fa altro che razionalizzare i sintomi somatici.

In altre parole li «istituzionalizza » come malattie, e cerca, inconsciamente, di spostarne l’origine verso cause che implichino il meno possibile il «concetto» che egli ha di se stesso.

Da alcuni anni utilizziamo le tecniche di Dinamico di Caycedo in campo strettamente terapeutico in neuropsichiatria infantile. Recentemente,

però, abbiamo introdotto alcune modifiche alla tecnica di base elaborata da Espinosa, per applicarla in soggetti di età compresa tra 13 e 16 anni, affetti da stati di ansietà normale legata alle comuni problematiche che la stragrande maggioranza di adolescenti deve affrontare in maggior o minor misura.

Abbiamo scelto il Dinamico perché armonizzando le diverse istanze somatopsichiche, permette che ogni soggetto risolva le proprie

situazioni di conflitto attraverso le vie idonee. Quantunque diverse caratteristiche conferiscono originalità a questa«psicoterapia di mediazione

corporea», essa ottiene l’eliminazione delle tensioni residuali tanto fisiche quanto mentali; la creazione di un stato mentale di recupero; l’attivazione dei

meccanismi percettivi dello corporeo con lo scopo di rafforzare la sua integrazione e di favorire e potenziare la realizzazione esistenziale della persona.

Tuttavia, il maggior pregio del Dinamico di Caycedo - tanto se impiegato come terapia quanto se utilizzato per aiutare la maturazione globale

della personalità — è costituito dalla rinuncia alla razionalizzazione del negativo, alla razionalizzazione delle forze in conflitto; in cambio, insiste enormemente nell’attivazione progressiva e dinamica delle forze positive intatte, come terapeutica e rinforzo della personalità, tanto nel suo aspetto psicologico quanto in quello organico.

Queste tecniche e procedimenti (che ora sono alla base della Medica) favoriscono l’ esistenziale e costituiscono un vero e proprio allenamento della personalità, non solamente con lo scopo di eliminare una eventuale sintomatologia, ma anche con la finalità di collaborare alla realizzazione del progetto o esistenziale personale: compito molto dell’.

Se diamo per accettato che l’essere umano è pienamente responsabile e lo abbandoniamo semplicemente alla consapevolezza della responsabilità, è logico e possibile che questa consapevolezza sia sperimentata e vissuta in forma angosciosa, specialmente nell’. Se al contrario, noi gli

offriamo dei metodi di allenamento che attivano le sue forze di integrazione tanto fisiche quanto mentali, rafforzeremo allora la sua personalità rendendolo

più resistente allo .

Noi pensiamo che la pratica sistematica del Dinamico di Caycedo sia una esistenziale, che implica un perfezionamento dell’essere nella sua maturità e nella realizzazione della sua storia vitale. Si tratta di un atteggiamento , di una presa di coscienza della attivazione delle forze

positive non compromesse nella malattia, e di per sè, un passo nella strada della maturità dell’Io.

Nell’attivazione dei meccanismi universali nell’essere umano i procedimenti del Dinamico hanno potuto adattarsi alle più varie specialità della medicina.

Per tutti questi motivi abbiamo scelto questa Metodica e sottoposto ad essa 40 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 16 anni, affetti da stati di ansia e raggruppati, a seconda dei criteri coinvolti nella dinamica sintomatologica, incinque classi:

I. Non accettazione del nuovo corporeo: 12 casi;

II. Problemi legati allo sviluppo affettivo: 6 casi;

III. Inadattamento : 9 casi;

IV. Difficoltà decisionali; problemi di orientamento professionale: 5 casi;

V. Problemi di accettazione sociale: 8 casi.

I. Non accettazione del nuovo corporeo

Nei 12 casi di questo gruppo, la problematica presentata dipendeva dal fatto che i cambiamenti a cui dà luogo la pubertà sono rapidi e imprevedibili:

difficilmente l’ può indovinare come tutto questo andrà a finire.

Inoltre, la variabilità cronologica con cui avviene lo sviluppo somatico, aumenta l’ansietà poiché la variabilità nella crescita aiuta a ribadire che si è differenti dagli altri, e nell’ - lo sappiamo bene - «essere diversi» è lo stesso che essere fuori della normalità. La portata di questi fatti si può comprendere intutta la sua profondità, se si tiene presente che il corpo e l’apparenza esterna sono elementi ai quali l’ dà molta importanza.

Nei 12 soggetti di questa i tratti, quali la statura, le proporzioni generali, i lineamenti del

viso e l’apparenza esterna, erano cause specifiche di ansietà. I soggetti avevano di un’urgente accettazione del «nuovo» corporeo.

II. Problemi legati allo sviluppo affettivo

Partiamo dal fatto che, in rapporto con lo sviluppo affettivo e sessuale, si presentano nell’ altre e nuove occasioni di conflitto. In questo

periodo evolutivo, le relazioni interpersonali assumono un significato assai più profondo di quelle avute durante l’infanzia. In effetti, in altri periodi dell’arco evolutivo, il soggetto aveva dell’affetto degli altri ed era capace soltanto di riceverlo. Nell’, invece, la persona scopre che può anche dare il suo affetto e che effettivamente ha di darlo.

III. Inadattamento

Alla III appartenevano soggetti inadattati dal punto di vista .

Bisogna ricordare che tra i fattori ansiogeni derivanti dello sviluppo sociale, uno dei problemi che l’ deve affrontare è costituito dal binomio

dipendenza-indipendenza. Nei soggetti di questo gruppo l’ansia era dovuta all’abbandono dello status dipendente per l’acquisizione non del tutto riuscita di

uno status basato sulla propria competenza, cioè lo status indipendente. Altri due soggetti risentivano dell’allontanamento dalla sicurezza che offriva loro la

famiglia; negli altri l’ansia era generata dal dei genitori stessi, che erano iperprotettivi.

IV. Difficoltà decisionali

Sappiamo che il d’indipendenza del giovane viene a concretarsi nella libertà di programmare gli obbiettivi e di prendere, quindi, decisioni. Il processo di scelta riveste nell’ un significato molto profondo in quanto, in effetti, l’ in esso “sceglie se stesso” e prende delle decisioni su ciò che egli è e su ciò che può arrivare ad essere. Nei soggetti di questo gruppo ogni scelta mediamente costituiva un fattore di ansietà per l’insicurezza ed il rischio che in realtà ogni scelta comporta. È da

notare che in tutti, un’area particolarmente sensibile riguardava la decisione sul proprio futuro professionale.

V. Problemi di accettazione sociale

Abbiamo rilevato in questi adolescenti un fattore di ansietà proprio nel conflitto tra gli sforzi competitivi individuali per conseguire stima e prestigio e il

di far parte del gruppo dei coetanei, dal momento che, per ogni essere umano, l’accettazione da parte dei coetanei sviluppa la sicurezza personale.

L’ è consapevole che non verrà accettato socialmente se non raggiunge gli obiettivi che il suo ambiente socio-culturale gli presenta come mete di prestigio. Ciò non è altro che l’ascendente sugli altri, che si ottiene lottando con essi, con la competizione. Senonché di fronte ad una competizione di qualsiasi tipo, il risultato è incerto. Per alcuni adolescenti

questo si profila come una nuova fonte di ansietà. Gli 8 adolescenti di questo gruppo presentavano identica risposta: fuggivano da ogni esperienza competitiva. Non sapevano ancora usare la competizione come mezzo per

conoscersi più realisticamente.

Abbiamo applicato in ogni singolo gruppo il Dinamico di Caycedo seguendo la tecnica proposta alla Sofropediatria da Espinosa, svolgendo i tre

gradi nell’arco di un mese, col ritmo di due sedute settimanali di 50 minuti ciascuna.

L’indice di accettazione di questa terapia può essere validamente misurato con la frequenza alle sedute a seconda del ritmo programmato e la pratica degli

allenamenti quotidiani a casa.

Così abbiamo stabilito che in soggetti affetti da ansia la cooperazione del soggetto è ottima.

Nei 40 adolescenti della nostra serie, il Dinamico è stato :

ottimamente accettato da 31 che hanno realizzato le sedute quotidianamente a casa, 12 dei quali due volte al giorno;

discretamente accettato in 4 soggetti i quali avevano sì la frequenza bisettimanale al Centro per imparare i gradi successivi ma si allenavano a casa con discontinuità;

non accettato, infine, da 5 soggetti che l’abbandonarono tra la prima e la terza seduta.

È interessante notare che ben 34 adolescenti hanno imparato a vivere intensamente la sensazione recuperativa, ognuno in modo peculiare e differente.

Indipendentemente dall’età, la percezione dello corporeo s’imponeva per se stesso alla coscienza, senza che la volontà né disposizione attiva di nessun genere intervenissero. Gli adolescenti sono diventati così spettatori dei propri “vissuti”.

L’ansietà è completamente scomparsa in 31 soggetti, il che corrisponde al 100% di quelli che hanno completato il ciclo terapeutico e si sono allenati

quotidianamente. Ciò mostra che il Dinamico non ha soltanto una azione a livello del sintomo bersaglio ma agisce in profondità.

Noi riteniamo che sono specialmente gli esercizi del secondo grado i maggiori responsabili di una «disattivazione» dei conflitti e dell’armonizzazione globale della personalità.

Bisogna segnalare che nei controlli effettuati mensilmente, si è rilevato che tuttora 25 soggetti seguono il proprio Integrale, cioè una sintesi degli esercizi nei tre gradi della terapia, dedicando in media 15-20 minuti ogni giorno a continuare il proprio Dinamico, entrato

gradatamente a formar parte del patrimonio personale di difesa anti-.

Attraverso dei soggetti stessi, degli insegnanti e di alcuni genitori, abbiamo constatato in 27 adolescenti di questa serie un netto miglioramento

dell’apprendimento.

In base a questi risultati che confermavano in pieno una nostra ipotesi di lavoro abbiamo sviluppato una tecnica personale nell’ambito della Sofropediatria che attivi specificamente la efficienza nello : la

Sofropedagogia dello .

Il bilancio clinico della nostra esperienza con il Dinamico di Caycedo è estremamente .

Di fronte ad un problema così diffuso quale l’ansia normale dell’, senza far ricorso a psicofarmaci ansiolitici né a psicoterapie sproporzionate

per durata e costi — all’entità clinica cui ci riferiamo, la offre una soluzione concreta.

Il dato più evidente, però, è che un ansioso non può essere lasciato a se stesso: egli

senz’altro troverà dei modi per reagire all’ansietà, ma saranno sicuramente modi inautentici, pseudosoluzioni.

È questo un problema estremamente attuale i cui riflessi vediamo nelle nuove

generazioni. I comportamenti disturbati di molti adolescenti non esprimono altro che le strategie impiegate da loro per risolvere l’ansia: «andare con gli

altri», cioè il conformismo.

Per evitare l’ansia di fronte alla libertà, alle scelte e agli impegni personali, si cerca il comodo rifugio dell’anonimato; oppure «appartarsi dagli altri», cioè

distaccarsi emotivamente dagli altri, che si esprime chiaramente nell’atteggiamento ipercritico di alcuni adolescenti; infine «andare contro gli

altri», l’aggressività di fronte a cose futili, il desiderio smisurato di distruggere… sono altrettante difese per risolvere la propria situazione conflittuale, che possono sì diminuire lo stato di ansia, ma solo provvisoriamente ed in modo del tutto falso. Non possiamo dimenticare che gli elementi della soluzione autentica dell’ansia, passano attraverso la visione realistica di se stessi, l’accettazione di sé e di una filosofia unificatrice della

, come impegno personale per rendere operativi ideali che diano significato ed unità all’esistenza.

Tutte le «strategie» che ogni essere umano può inventare, che non tengano conto di questi elementi, sono formule inautentiche per affrontare il problema

dell’ansia. E sappiamo bene che tutto ciò che è fittizio, non autentico, prima o poi è destinato a fallire.

Prof. Juan Manuel

Specialista in Neuro-psichiatria Infantile

Docente nella Internazionale

di Medica

* Pubblicato in: Associazione Nazionale Attività per la Gioventù (a cura di), II

Simposio Internazionale di Adolescentologia, Campidoglio – Sala della

Protomoteca, 26 novembre 1977, Roma, Tipolitografia G.Andreocci, s.i.d.,

pp.31-37.

BIBLIOGRAFIA :

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Group, 1973.

Boon, H. – Davrou, Y. – Maquet, J.: La Sophrologie, Paris, Retz, 1977.

Caycedo, A. : Dictionnaire Abregé de Sophrologie et Relaxion Dynamique,

Barcelona,

Emegé, 1972 .

Caycedo, A. : Letter’s of Silence, New Delhi, Bhavani & Sons, 1966.

Caycedo, A. : Progresos en , Barcelona, Scientia, 1969.

11

Courchet, J. : La Respiration Dynamique Relaxante, Paris, Maloine, 1976.

Espinosa, M. : Pediatría Sofrológica, Madrid, Egraf, 1977.

Guirao, M.: Anatomía de la Consciencia. Anatomía Sofrólogica, Barcelona,

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Internacional, 1976.

Palacios, M.: Sofrología Médica y Deporte, Gijon, La Industria, 1977.

Rager, G.T.: Hypnose, Sophrologie et Médicine, Paris, Fayard, 1973.

Schultz, J.H. : Il Autogeno, Milano, Feltrinelli, 1977.

, J.M.: Terapéutica Integral psiquiátrica de los Trastornos del

comportamiento

infantil, Orbe Pediatrico, IX-72, p. 25-42, in «Pediatrìa Sofrologica». Madrid,

Egraf, 1977.

100

 

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mar 31
AREA CORSI
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 03 31st, 2009| icon3No Comments »
/AREA   Autunno- 2010-2011

Nuovi : da settembre
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a supporto del paziente oncologico
per il paziente cardiopatico nella riabilitazione
: importanza dell’ascolto per creare il “noi”.
Gli altri :
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lo con la
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La sofrologia caycediana porta la persona a scoprirsi, a vivere su sè stessa le proprie capacità ed il proprio talento ed a utilizzarlo nella pratica, con entusiasmo, ottimismo e positività. Il lavoro si incentra sulla conoscenza di sè stessi in modo da sviluppare sicurezza in sé ed autostima, ad acquisire un’attitudine verso la serena e positiva, consapevole ed equilibrata. Si lavora poi sulla scoperta delle proprie capacità (praticando al contempo le tecniche sofrologiche che producono un CAMBIAMENTO REALE e permettono a ciascuno di sfruttarle nella quotidianità) e sulle qualità del leader, qualità che ciascuno possiede e può sviluppare appieno per essere leader della propria .

 Il training sofrologico conduce ad una disposizione mentale grazie alla quale non sì è più recettivi allo esterno, alle paure, alle emozioni negative, mentre si sviluppano attitudini e capacità positive. Si imparano a controllare ed eliminare i pensieri distorti tesi al negativo. Si sviluppano : l’amore per il proprio corpo (corpo nel quale è impressa la nostra storia) la capacità di introspezione, l’amore per sè stessi, l’empatia l’attitudine positiva davanti alla , le capacità fisiche, intellettuali, emozionali e le abilità sociali, l’autostima e la sicurezza in sé stessi, la creatività,l ‘intuizione, il talento personale, l’ottimismo, la serenità.

Il training è strutturato con metodologie e tecniche sofrologiche il cui è che la persona si conosca e si conquisti in forma progressiva. In ogni sessione, previo Sofrotest di Valutazione Iniziale (da ripetere a fine corso per fare autoesperienza dei propri cambiamenti), si lavora sul piano teorico e sul piano pratico. Il sofrologo dirige la tecnica e consegna un cd che la persona utilizzerà per praticare la stessa tecnica a casa ogni giorno. Tecnica che verrà cambiata la settimana seguente in forma progressiva. Le tecniche rimangono patrimonio di ciascuno che potrà continuare l’allenamento a casa una volta terminato il corso.

Normalmente chi partecipa ai corsi sperimenta il cambiamento già alla fine della terza settimana e continua ad utilizzare la sofrologia come arte di vivere personale e come training positivo.

Durante il corso migliora la sfera affettiva, la determinazione verso gli obiettivi, la sfera relazionale e lavorativa. Cambiamenti che permangono nel tempo.

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Quota: € 430 dilazionabili (offerta sconto del 10% per le iscrizioni entro il 30 agosto, compresa iscrizione e tessera)Materiale e cd a cura del Centro

Contenuti: del corso è prendere coscienza della rabbia accumulata e delle forme in cui si esprime, che siano emotive o a livello di schema corporale, con disturbi di varia natura, alterando il comportamento dell’individuo sotto diversi aspetti. Il lavoro si incentra così sull’analisi delle emozioni scatenanti e sulla trasformazione della rabbia negativa in energia positiva ed entusiasmo attraverso le tecniche sofrologiche.Riconoscere la rabbia interiore. I travestimenti della rabbia (ansia, vergogna, aggressività, chiusura, vittimismo) e analisi delle dinamiche comportamentali. Presa di coscienza corporea della rabbia e tecniche sofrologiche specifiche. La condivisione emotiva.Ricostruzione dell’autostima. Tecniche.Trasformazione della rabbia in energia positiva. Effetti sullo schema corporale.Condivisione di gruppo.Tecniche di eliminazione della rabbia dallo schema corporale. Recupero dell’equilibrio: tecniche. Lavoro di gruppo finale.

lo Stress con la

8 sessioni di due ore una volta la settimana. Primo corso: 24 settembre. Quota: € 430 dilazionabili (offerta sconto 10% per le iscrizioni entro il 10 settembre, materiale e cd a cura del centro)

Contenuti: il corso è diretto a tutti coloro che sentono l’esigenza di scaricare lo stress e di migliorare la qualità della propria in ogni ambito, liberandosi dalle patologie ad esso legate come malattie psicosomatiche (cefalee, gastriti, coliti, dolori ad eziologia sconosciuta, insonnia, ansia etc.) e cattiva gestione della propria a causa dello stress esterno.Superata la capacità di resistenza dell’organismo, lo stress diventa cronico, portando problemi psicosomatici (insonnia, cefalee, dolori muscolari, problematiche cardiorespiratorie, digestive) e della sfera psicologica (nervosismo, ansietà etc.). Durante il corso si analizzano in forma pratica ed individuale le ripercussioni che lo stress ha nella quotidiana e si insegnano le metodiche per abbassarne i livelli. Attraverso un metodo individuale ogni partecipante impara a riconoscere e trattare gli aspetti seguenti:

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-le emozioni di ciascuno davanti allo stress: pensieri ricorrenti nei momenti di tensione e influenza sul rendimento intellettuale nella pratica; cambiamenti di umore, irritabilità, nervosismo, apatia, tristezza, ansia. Strategie sofrologiche per cambiare le emozioni negative ed avere uno stato d’animo sempre più tranquillo ed ottimista

-tecniche per il controllo dei pensieri negativi e per sviluppare un’attitudine positiva;

-comportamento individuale in condizioni di stress: condotta o abitudini negative sviluppatesi in risposta a situazioni difficili (insonnia, consumo di tranquillanti etc.) Si impara a riconoscere le risposte comportamentali negative, a focalizzarle e a controllarle;

-strategie sofrologiche per prevenire l’azione dello stress negativo e sviluppare abitudini sane e serena.

Alimentazione Salutare e Benessere Psicofisico

8 sessioni di 2 ore una volta la settimana. Primo corso 9 settembre, secondo corso 23 settembre. Quota € 430 dilazionabili (offerta sconto del 10% per le iscrizioni entro il 30 agosto). Materiale e cd a cura del Centro.

del corso è acquisire le e mantenerle, senza permettere alle emozioni stressanti di influenzare negativamente tali abitudini. Il corso fornisce un valido approccio sia  per chi ha la necessità di condurre una alimentazione equilibrata sia per chi ha necessità di una riduzione del peso corporeo.

Temi trattati:

Schema corporale, peso e massa corporea.

Gli alimenti ed i nutrimenti essenziali: influenza sullo schema corporale e sulla .

La piramide alimentare  mediterranea ed asiatica: limiti.

La matrice bidimensionale degli alimenti: perdita di peso ed equilibrio psicofisico. Tecniche froniche specifiche.

Il disturbo della condotta alimentare come malattia sociale: cenni.

La fame emotiva: controllarla. Tecniche sofrologiche.

I bioritmi e l’alimentazione. Lavoro di gruppo.

Principi di cucina equilibrata.

Tecniche sofrologiche specifiche.  

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studenti delle scuole secondarie ed universitari  

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Sviluppo delle capacità e del talento- mnemotecniche - controllare l’ansia anticipatoria

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feb 7
COSA NON E’
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 02 7th, 2009| icon3No Comments »

         La NON E’:

- una esclusivamente psichiatrica
- psicanalisi
- ipnosi
- un di
- una di meditazione orientale

Non è una esclusivamente psichiatrica: nacque in seno alla psichiatria ma si applica in molte altre branche della medicina (medicina interna, ginecologia, ostetricia, traumatologia, cardiologia etc.) e della paramedicina ( , ), altresì in e in tanti altri campi della umana.
Non è psicanalisi: la studia la coscienza, non l’inconscio e non utilizza l’interpretazione come mezzo diagnostico o terapeutico ma lascia che sia il fenomeno vissuto dal soggetto a parlare.
Non è ipnosi: l’ipnosi utilizza tecniche di suggestione ed il soggetto ipnotizzato non è sempre cosciente. In il sofrologo insegna una serie di tecniche in cui il soggetto deve praticare sempre perfettamente cosciente ed in piena libertà.
Non è un di : la utilizza molte tecniche di ma il suo fine non è il in sé stesso. L’ della è che il soggetto conquisti una forma di coscienza positiva, più consapevole dei propri valori e dei valori degli altri.
Non è una meditazione orientale: benché il dr. Caycedo abbia vissuto in Oriente e studiato , buddismo e , lo fece con l’ di imparare a curare i propri pazienti, imparando tecniche che si potessero adattare agli occidentali. La filosofia orientale non entra in alcun modo nella pratica sofrologica.

La è un scientifico diretto a malate e sane e non include nei suoi principi nessun tipo di credo religioso.

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feb 7
SOFROSPORT
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 02 7th, 2009| icon3No Comments »

Preparazione degli atleti alle competizioni ed agli allenamenti psicofisici attraverso la .

L’efficacia della nello è dimostrata dal suo utilizzo da parte di atleti del calibro di Ballesteros, Antonio Rebollo, dalle squadre olimpiche svizzere, dall’esempio della tennista Bustine Henin (Roland Garros 2003, US Open 2003, Autralian Open 2004, Medaglia d’Oro 2004) che utilizzano la come metodica di allenamento psicofisico.

Temi trattati e tecniche sofrologiche:

e : allenamento e gara.

Dinamica psicofisica: integrazione corpo e mente.

Saper sfruttare l’allenamento

Saper riposare e dormire bene

Tecniche froniche: respirazione pausata, distensione dello ( sofronizzazione di base), introspezione.

L’allenamento/l’allenatore: , utilizzare le potenzialità.

Il corpo e le sue somatizzazione.

Tecniche sofrologiche: in postura attiva, canalizzare le tensioni acute, sofrouscita delle tensioni.

Mente analitica e contemplativa: la voce interiore.

Dal negativo al .

Approfittare dell’allenamento.

Tecniche sofrologiche pratiche: oggetto , e contemplazione, RDC 1° e ( Dinamico).

La competizione (prima, durante e dopo)

Come prepararsi ai momenti di tensione psicofisica.

Controllo emozionale

Como mantenere la mente lucida in piena tensione

Una seconda opportunità: che fare?

e : i ricordi positivi.

Pratica sofrologica: e , superare una situazione futura difficile: sofroprogrammazione futura.

La competizione (prima durante e dopo): successo o insuccesso.

Il potere della programmazione psicofisica.

Tecniche sofrologiche pratiche: sofroprogrammazione al giorno dopo.

 

Jorge Lorenzo

Jorge Lorenzo

Intervista a Jorge Lorenzo
Reportaje El alma del piloto. Magazine de la Vanguardia 14-06-2009

 ”Non cadere bene mi preoccupava, anche più che conseguire risultati. Adesso non mi preoccupo più. Preoccuparsi fa male ed è dannoso, occorre sapere che il problema e là e lavorarci sopra e credo di averlo fatto. Le sessioni di , un terapeutico che utilizza tecniche fisiche e mentali apportano sicurezza in sè stessi. La pratica sofrologica mi ha tolto la preoccupazione, ho più amore per me stesso e ho potenziato il senso di sicurezza in me stesso. Prima avevo molti complessi e quello che più mi preoccupava era piacere agli altri. Sono molto contento del e della pace mentale che sto conquistando ed ovviamente dei risultati sportivi che sto raggiungendo che, per il momento, sono molto buoni”.

 

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feb 7
SOFROLOGIA
icon1 Viviana Loche | icon2 Varie | icon4 02 7th, 2009| icon3No Comments »

 

 

                                
                     

SOS = EQUILIBRIO

 
= MENTE , COSCIENZA
 
LOGOS =
 

Istituto Internazionale di Sofrologia Caycediana - Barcellona

Istituto Internazionale di - Barcellona

Il CST segue le direttive ed i protocolli dell’Istituto Internazionale di di Barcellona, diretto dalla dr.ssa Natalia Caycedo e dal dr. Koen van Rangelrooy           www.sofrologia.com

 

La segreteria dell'Istituto: Joana e Carmen

La segreteria dell'Istituto: Joana e Carmen

 

Barcellona, ingresso dell'Istituto
Barcellona, ingresso dell’Istituto

 

 

Il Centro ha riaperto mercoledì 1 settembre.
Per le iscrizioni ai autunnali ed appuntamenti contattateci via mail sofrologiaonline@gmail.com o al 338.3031557
Grazie!
Buone vacanze

 

 

Emozioni negative ?
, rabbia, ansia, tristezza ?
Sensazione di essere travolti da eventi negativi esterni ?
Dispersione delle energie ?
“Le cose possono essere diverse”
La Caycediana® è la scienza medica che studia la coscienza umana in equilibrio e dà ad ogni persona strumenti formidabili per conquistare una serena e positiva sfruttando appieno i propri talenti e capacità.
Corso base formazione 2010/2011: Propedeutica Introduttiva alla , 9 sabati, un sabato al mese, dal 18 settembre (vedi HOME AREA FORMAZIONE). Offerta sconto del 15% per le iscrizioni entro il 30 agosto. 
 La è  scienza della salute e scientifica che utilizza una metodologia originale  ed un insieme di tecniche dirette a mobilitare positivamente le capacità e le risorse  presenti in ogni essere umano per rinforzare le strutture sane della persona. Largamente utilizzata in campo clinico e terapeutico ha anche un ramo sociale, preventivo, pedagogico e sportivo (Gestione dello , Area Aziende Settore HR, etc.). 
La considera l’uomo un’unità CORPO-MENTE inscindibile e lavorando sul corpo in maniera peculiare si raggiungono risultati duraturi nel tempo perché cambia il modo di pensare e di vedere la realtà. Coscienza ordinaria : “ le cose sono come sono e non potranno mai cambiare”
Chi pratica si rende presto conto che:
“le cose possono essere diverse e possono cambiare”.
Il sofrologico quotidiano, di circa 15/20 minuti  produce il cambio interiore e quindi esteriore in ciascuno.
Migliorano le difese immunitarie, si reagisce positivamente davanti allo , si impara a volersi bene, ad avere un buon rapporto col proprio corpo, cresce l’, si prendono buone decisioni per sé stessi, si vince la solitudine e migliorano tutte le sfere della .
 
La non è psicanalisi, non è ipnosi nè utilizza metodiche di ipnosi (in la persona deve essere sempre cosciente), non ha nulla a che vedere con terapie comportamentali e con la pnl.
Non è una meditazione orientale e non è un di .
La è  una scienza della salute peculiare, nata in seno alla medicina tradizionale, è un’igiene di con solide basi scientifiche e con le testimonianze di migliaia di la cui è cambiata in meglio.
Qualunque azione positiva, diretta verso qualunque parte della coscienza, si ripercuote in su tutta la totalità dell’essere umano”
Per la l’essere umano è, e deve essere, SOGGETTO di sè stesso, dei suoi pensieri, emozioni ed azioni, e NON OGGETTO di ed impulsi generati dalle circostanze.
La potenzia la coscienza e la libertà dell’individuo.

La parola ha radici greche: (equilibrio), (, coscienza) e logos (), ovvero della coscienza in equilibrio. Per coscienza intendiamo lo stato mentale, il modo di vivere e di stare nel mondo. Nata in seno alla psichiatria classica in Spagna ad opera del neuropsichiatra e neurologo dr. Alfonso Caycedo, tuttora vivente e direttore della Federazione Mondiale di , la ® si è presto diffusa dapprima in altri campi della medicina trovando applicazione in ambito clinico: in psichiatria nei disturbi d’ansia e dell’umore, nei disturbi psicosomatici, nei disturbi alimentari e dipendenze con dei protocolli specifici; in geriatria aiutando ad accettare i problemi esistenziali ed i cambiamenti a livello neurofisiologico, motorio e neuropsicologico; in ginecologia si utilizza per la preparazione agli interventi chirurgici e per i problemi legati alla menopausa, sterilità e problemi sessuali; in ostetricia esistono protocolli specifici per la preparazione al parto e per l’accoglienza del nuovo nato nella famiglia creando un ambiente e ; in endocrinologia e nutrizione la insegna ad acquisire abitudini diverse e sane; in oncologia le tecniche sofrologiche aiutano il paziente ad accettare la diagnosi ed i trattamenti medici riducendo tensione, ansia ed i malesseri conseguenti alla chemioterapia e radioterapia;aiutano il paziente ad accettare un’ esistenza a volte terminale accompagnandolo a preparasi ad una morte serena; in immunologia sono ben noti gli studi in tema di psiconeuroimmunologia: il paziente, grazie alle tecniche sofrologiche rinforza il sistema immunitario diventando meno vulnerabile alle infezioni; nella terapia del dolore gli studi hanno dimostrato una diminuzione dell’intensità del dolore con conseguente riduzione dei farmaci; in cardiologia e pneumologia: in ambito profilattico per cambiare lo stile di e, dopo un accidente cardiaco, le tecniche sofrologiche insegnano ad eliminare lo stato di insicurezza esistenziale, ad eliminare i di frustrazione ed angustia e diminuiscono i livelli di evitando pericolose ricadute; la è efficace contro l’ipertensione e nei casi di asma, tubercolosi, bronchiti croniche aiuta a convivere con la malattia e ad accettare il trattamento farmacologico; in chirurgia prepara il paziente ad affrontare l’intervento in maniera positiva e serena e permette un più rapido recupero; in reumatologia le tecniche sofrologiche migliorano la componente autoimmune dell’artrite reumatoide ed in caso di patologie con dolore cronico bloccano il feed-back dolore-tensione-dolore; ottimi risultati sono stati conseguiti nei casi di artrosi cervicali, dolori articolari e cefalee tensive.

Per ciò riguarda le altre scienze della salute ha trovato rapida espansione in , , scienze infermieristiche ed a livello sociale, lavorativo. E’ utilizzata  con successo anche  in ambito sportivo, educativo e della formazione.

A differenza di altre metodiche, i cui risultati sono spesso temporanei, la produce cambi neuronali duraturi in (il cervello col sofrologico crea nuove sinapsi neuronali e nuovi schemi di ), col risultato di abbassare i livelli di e di incidere in sulle patologie correlate.

Non solo: la sviluppa l’, il pensare , l’, la creatività, le capacità personali, l’, con tutta una serie di vantaggi per la persona.

 Una parte della sociale è poi dedicata alla gestione dello in ambito aziendale per la formazione e sviluppo HR.

  Contatti:  (+39) 02.89455815 -  338.3031557
sofrologiaonline@gmail.com   

Psiconeuroinmunobiologia.

L’effetto delle parole non dette…

Intervista al Dr. Mario Alonso Puig. 

Lo dicevano i saggi, i meditatori e gli illuminati, adesso lo dice la scienza:

sono i nostri pensieri quelli che creano il nostro mondo.

“Oggi sappiamo che la fiducia in sé stessi, l’entusiasmo e la progettualità hanno la capacità di favorire le funzioni superiori del cervello. La zona prefrontale, il luogo dove è situato il avanzato, dove si inventa il nostro futuro, dove valutiamo alternative e strategie per risolvere i problemi e prendere decisioni è influenzata dal sistema limbico, dal nostro cervello emozionale. E’ per questo che, ciò che il cuore vorrebbe, la mente finisce per trasformarlo come se fosse reale

Occorre allenare la mente.

Più di 25 anni di esercizio della professione medica. Conclusione?

Posso testimoniare che una persona entusiasta, determinata e confida in sé stessa può andare molto più in là di quello che potrebbe sperare.

Psiconeuroinmunobiologia?

Sì è  la scienza che studia la connessione che esiste tra il , il linguaggio, la mentalità e la fisiologia dell’essere umano. Una connessione che rifiuta di obbedire ai paradigmi tradizionali. Il e la parola sono una forma di energia vitale che ha la capacità (e questo è scientificamente dimostrato) di interagire con l’ e di produrre cambiamenti fisici molto profondi.

Di che si tratta?

E’ dimostrato in diversi studi che, un minuto soltanto in cui tratteniamo la mente in un negativo, lascia il sistema immunitario in una situazione delicata e dannosa per l’ per 6 ore. L’angoscia, la sensazione di sopraffazione permanente, producono cambiamenti sorprendenti nel funzionamento del cervello e nel sistema ormonale.

Che tipi di cambiamento?

Capacità di lesionare i neuroni della e dell’apprendimento localizzati nell’ippocampo. E colpisce la nostra capacità intellettuale, perché lascia senza irrigazione sanguigna quelle zone del cervello più necessarie per prendere decisioni adeguate.

Abbiamo tutti le risorse per combattere questo nemico interiore o è materia riservata ai saggi?

Abbiamo le risorse. Una valida e molto semplice è per esempio concentrare l’attenzione sulla respirazione addominale, che ha la capacità di produrre cambi nel cervello. Favorisce la secrezione di ormoni quali la serotonina e le endorfine e migliora la sintonia dei ritmi cerebrali tra i due emisferi.

Cambiare la mente attraverso il corpo?

Sì. Occorre defocalizzare e distogliere l’attenzione dai pensieri che ci stanno alterando, che provocano sfiducia o preoccupazione e che fanno sì che le decisioni che prendiamo partano da un punto di vista contaminato e siano inadeguate. E’ ben più intelligente, non più ragionevole ma più intelligente, focalizzare l’attenzione, per esempio, sulla respirazione che ha la capacità di rasserenare il nostro stato mentale.

Dice che non occorre essere ragionevoli?

Ragionevole è una parola che spesso ci fa trovare ragioni per non cambiare, per giustificare il nostro malumore, , tristezza, è questa è già una linea di . Però quando decidiamo come vogliamo davvero vivere, ad esempio senza tristezza, vediamo un’altra forma di possibile.

Sono più importanti il cosa e il perché che il come. Ciò che il cuore vuole la mente lo mostra.

Esagera…

Quando il nostro cervello dà un significato a qualcosa, noi lo viviamo come realtà, senza essere coscienti del fatto che è solo un’interpretazione della realtà.

Più risorse?

La parola è una forma di energia vitale. Si è potuto fotografare con la tomografia ad emissione di positroni come le che decidono di parlare a sé stesse in maniera positiva, specialmente con disturbi psichiatrici, hanno potuto rimodellare fisicamente la propria cerebrale, precisamente i circuiti che producevano la malattia..

Possiamo cambiare il nostro cervello?

Santiago Ramón y Cajal, premio Nobel per la Medicina nel 1906, disse una frase tremendamente potente che in quel momento si pensava metaforica: “L’essere umano, quando se lo propone, può essere scultore del proprio cervello”.

Non è esagerazione?

No. A seconda di come ci rivolgiamo a noi stessi modelliamo le nostre emozioni, che cambiano le nostre percezioni. La trasformazione dell’osservatore (noi stessi) cambia ciò che osserviamo.

Non vediamo il mondo com’è, vediamo il mondo che siamo.

Parliamo di filosofia o di scienza?

Le parole per sé stesse attivano i nuclei amigdalici. Possono attivare per esempio i nuclei della che cambiano gli ormoni ed i processi mentali. Quando una persona riesce a ridurre la propria cacofonia interiore e ad entrare nel silenzio, le emicranie ed il dolore coronarico si riducono dell’80%.

Quale è l’effetto delle parole mancate?

Confondere il nostro punto di vista con la realtà, e questo si trasmette. Secondo gli studi dell’UCLA (Università della California) il 93% dell’impatto di una comunicazione si trasmette al profondo della coscienza.

Perché ci costa tanto cambiare?

La ci impedisce di uscire dalla zona di comfort; tendiamo alla sicurezza del conosciuto, e questa attitudine ci impedisce di realizzarci. Per crescere occorre uscire dalla zona di comfort. La maggior parte degli atti che compiamo si reggono sull’inconscio, abbiamo reazioni automatiche, seguiamo automatismo che abbiamo incorporato. Pensiamo che la spontaneità sia un valore, però  la spontaneità non è certo automatismi. Sono convinto del potere che ha l’allenamento della mente.

Qualche dritta?

Cambiare abitudini di , modo di pensare ed allenarsi onorando la propria parola, ciò che diciamo a noi stessi. Quando diciamo: “ho deciso di fare questo”, e non lo facciamo, stiamo alterando fisicamente il nostro cervello. Il maggior potenziale è la coscienza. Se ci accettiamo per come siamo e non per quello che non siamo, possiamo cambiare. Ciò che resiste persiste. La crea persistenza. L’accettazione è il nucleo della trasformazione.

 

 
 
 
 
 
 
  
 
 
 
 
 
 
 

Istituto: attività estive

Istituto: attività estive

   

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